Recensioni Ebook

SVELATI GLI ARGOMENTI DEGLI EBOOK! Bugie, verità e alternative dal mondo degli ebook.

Copertina ebook Web Design 2.0La recensione dell’ebook Web design 2.0, scritto da Carmela Bifolco, è stata davvero difficoltosa. Dover leggere tutto questo ebook si è rivelata una noia immensa.

Bocciato anche dagli utenti

Un testo edito dalla Bruno Editore che si rivela, a mio avviso, un vero flop. Al momento in cui scriviamo, sullo stesso sito di Autostima.net la votazione degli utenti per questo ebook non raggiunge la sufficienza: su 67 voti ha un misero 3,4 in una scala da 1 a 10.

Io non sono un Web designer e la natura mi ha messo al mondo veramente carente di creatività. Un ebook come questo ritenevo mi sarebbe stato molto utile.

La struttura del libro, come nell’ebook recensito “Fare soldi online in 7 giorni“, è divisa in 7 lezioni diverse, da sviluppare una al giorno. Ogni pagina ha 18/19 righe di testo. Con un’impaginazione classica da libro vero, con carattere corpo 16, non sarebbero state più di 85 pagine.

Il “libro” comincia con una autopresentazione dell’autrice che si dichiara designer esperta di grafica e web laureata in Scienze della Comunicazione, imprenditrice di successo grazie alla sua tenacia, al costante studio e impegno nella sua professione.

Chi compra questo ebook si aspetterebbe di imparare quanto meno le basi del Web Design, della struttura di una pagina web, e le tecniche o le impostazioni “di base” che graficamente un sito dovrebbe avere.

Mi aspettavo segreti su quanti pixel dovesse avere un header, una sidebar, un’immagine in un testo. Mi aspettavo consigli sugli accostamenti di colore, sulle sfumature, su dove e quali immagini inserire in una mia pagina web… dopotutto la presentazione sul sito di vendita dice “Diventare un Web Designer di Successo nell’Era dei Blog e dei MiniSiti. Tecniche di utilizzo, trucchi del mestiere e progetti realizzati da un’esperta web designer, a tua disposizione per aiutarti nella creazione e nello sviluppo di siti web, blog e portali!”… siti web, blog e portali… dice!

La promessa arriva subito a pagina 6 dove, ben in evidenza e sottolineato, assicura che con l’ebook imparerai a creare ben un MINISITO!!!

Un minisito è una pagina web unica che solitamente si crea per vendere un prodotto (spesso inutile e ad alto costo). Un minisito può essere creato con un insieme di tabelle in HTML o, ancora più semplice, con un unico DIV contenitore. Non serve essere degli esperti web designer.

Da un ebook sul Web Design 2.0, quindi di ultima generazione, mi aspettavo una promessa ben più sostanziosa.

E’ risaputo che chi si occupa di grafica cartacea ha ben poche cose in comune con chi si occupa di Web design se non la conoscenza di alcuni programmi di grafica, come Photoshop, che possono essere utilizzati da entrambi i professionisti per il loro lavoro. Spesso chi passa dalla carta al web si trova spaesato dovendo modificare tutto il proprio modo di vedere la pagina e la comunicazione, nonchè dovendosi adattare alle maggiori e diverse restrizioni che una pagina web deve rispettare.

Malgrado questo l’autrice, che vi ricordo ha intitolato il proprio ebook “Web Design 2.0“, ritiene che le basi da imparare siano, tra gli altri, la storia della grafica, i metodi di stampa (!), i font e i caratteri, i metodi di impaginazione (!), la percezione del lettore, i vari formati, i vari tipi di grafica. Per chi vuole essere un vero professionista della grafica sicuramente sono tutte cose importanti, ma per il neofita, principale acquirente di un simile ebook, è legittimo pensare che della storia della grafica non gliene possa importare nulla. E poi cosa c’entrano i metodi di impaginazione e soprattutto di stampa con una pagina web???

Il dubbio sulla validità dell’ebook si è rafforzata quando ho letto il consiglio di prendere vecchie riviste, cataloghi e brochure da studiare… utili per chi vuole fare il grafico, ma non il web designer.

Argomenti dell’ebook

Giorno 1: “Decidi che tipo di sito vuoi creare”

Oppure datti ai volantini!

Il consiglio non fa una piega. Se non si sa che tipo di sito si vuol costruire diventa difficile studiarne anche una grafica. Carmela ci fornisce una lista di idee per decidere che sito potremmo creare: una comunità online, un sito personale dove parlate della vostra passione, un negozio online, un giornale online, una galleria fotografica, una chat, un sito di intrattenimento. A mio avviso chi arriva a comprare questo ebook è perchè ha già ben in testa COSA vuole creare e cerca consigli su COME crearli. 5 pagine inutili.

L’inutilità, parlando di Web design, continua nelle pagine successive dopo una breve spiegazione di cosa è un font e come si suddivide in base alla sua famiglia: serif, sans-serif, calligrafici e creativi. Dico inutile perchè il web misura i font in pixel o em, mentre Carmela usa diverse pagine per spiegarci il sistema di misura tipografica del font, calcolata in punti. I punti si usano sulla carta, non sul web.

La disamina del punto tipografico continua con i criteri di classificazione (il più diffuso è quello di Aldo Novarese) e di misurazione per mezzo del tipometro. Non manca un passaggio sull’interlinea, la spaziatura del carattere e del testo che è possibile fare con qualsiasi programma di videoscrittura (ok, ma cosa c’entra col web il programma di videoscrittura???), la composizione a bandiera, a pacchetto, a epigrafe, a sagoma. Tutti elementi usati principalmente nella stampa cartacea.

Infatti a pagina 26 Carmela invita chiunque stia per svolgere la redazione di un testo giornalistico, una pagina internet, una brochure o un opuscolo, ad effettuare delle prove di scelta del carattere. L’ennesima insistenza del mischiare il web con la carta. Nel 2008, anno di redazione dell’ebook, i browser non avevano le possibilità di oggi e i veri guru del web design consigliavano di utilizzare solo i font visualizzabili indifferentemente nei maggiori browser.

Tutto il capitolo è pieno di riferimenti legati al mondo della stampa e all’utilizzo di software specifici per la carta come Xpress e InDesign.

Giorno 2: “L’elaborazione delle immagini”

In questo capitolo vengono illustrati i formati di stampa che si dividono in BMP, GIF, JPG, PNG e TIFF, specificandone le varie differenze. In poche righe spiega anche il significato di anti-aliasing, alpha blending (comunemente chiamato canale alpha ovvero quello della trasparenza), garaud shading, morphing, rendering. Questa la sua spiegazione di cos’è il garaud shading: “Questa è una funzione che permette di inserire e di mettere in contatto i colori all’interno dell’ immagine. È un processo di determinazione del colore di un determinato pixel dell’immagine e si basa sullo studio del processo di illuminazione, che ricostruisce l’interazione tra gli oggetti e le sorgenti di luce.“… voi ci avete capito qualcosa?

Continua con la spiegazione di cosa è un Graphic Designer e quali sono le sue funzioni (5 su 8 non hanno nulla a che vedere con il web design).

Si procede con una lista di software per la grafica nel quale spicca un insolito Macromedia Fireworks, che già nel 2006 era diventato Adobe. Un errore? Probabilmente no, dato che in alcune immagini di esempio presenti nell’ebook l’autrice mostra schermate di Macromedia Dreamweaver MX. Non che ci sia nulla di male ad usare un software datato, ma mi aspettavo che una professionista scrittrice di un ebook che pretende di insegnare un mestiere usasse software più moderni.

Conclusa la lista di software non c’è alcuna spiegazione su come utilizzarli, consiglia solo di scaricare le versioni trial o freeware ed esercitarsi con le guide e supporti online.

Giorno 3: “Progettazione grafica dei siti reali”

Finalmente si comincia?

Dobbiamo arrivare a pagina 69 per avere sentore dei entrare finalmente nel vivo dell’argomento “web design”. Una lista di tipi di organizzazione dei dati di una pagina web apre le danze:

  • per ordine alfabetico
  • per collocazione spaziale
  • per ordine cronologico
  • per ordine numerico
  • per categorie
  • per ordine di grado
  • casuale

peccato che la lista termini qui, senza ulteriori spiegazioni.

Si passa poi all’organizzazione delle infomazioni consigliandoci di utilizzare 4 strutture essenziali:

  • le sequenze
  • le griglie
  • le gerarchie
  • i reticolati

Poche righe poco chiare cercano di spiegare quando utilizzare l’una o l’altra struttura delle quali, personalmente, non ho capito nulla. Mancando di esempi grafici e teorici rimane un mistero quale sia graficamente la differenza, per esempio, tra griglia e reticolato.

Poche righe anche per spiegare come deve essere una home page, riuscendo a dire solo che la parte “Top” è quella più visibile ed è il posto migliore per inserire menù e il sommario del sito. Detto questo si passa alle pagine interne dove i consigli sono

  • non creare pagine troppo piene di testo e utilizzare eventualmente tasti tipo “torna su”;
  • progetta bene il testo contenente titolo, autore affiliazione istituzionale, data di revisione, informazioni di copyright e collegamento alla home page

cosa sia un’ “affiliazione istituzionale” non è dato di saperlo. Nei due esempi grafici presenti nell’ebook, l’elemento mancante risulta essere proprio il testo!

In questo corposo capitolo si procede con una descrizione di cosa fa un web designer (ma non di come lo fa in pratica), e di quali sono le figure professionali coinvolte in un progetto per un sito web:

  • project manager
  • gruppo marketing
  • copywriter sul web
  • web designer
  • tecnico multimediale
  • programmatore

Per ognuno ci sono poche righe a chiarirne le competenze.

Si continua con l’ennesima lista fine a se stessa dei software utilizzati per la realizzazione di un sito web:

  • Adobe Dreamweaver
  • Adobe Flash
  • Editor HTML/WYSIWYG
  • Editor testuali
  • Browser

e formati per le animazioni grafiche:

  • Quick Time
  • Real Audio/Video
  • Shockwave
  • grafica 3D

Come sempre ogni elemento è corredato da poche righe che spiegano cosa fa, ma nessun suggerimento sul come farlo.

Giorno 4: “Pianificazione del sito e progettazione preventiva”

Passare dal profano al sacro

Questa probabilmente è la parte più interessante, ma mi rimane il dubbio che abbia completamente a che vedere con il Web Design.

Dopo decine di pagine poco pratiche, nè interessanti, nè utili al web, si arriva a questo capitolo dove si intersecano diversi argomenti inerenti la comunicazione grafica, il marketing, la conoscenza del cliente e le strategie di affermazione del brand. Recuperare informazioni sul prodotto, immagini utili al sito, analizzare la concorrenza e l’audience sono certamente attività importanti, svolte dalle diverse figure professionali della web agency. Ma se l’acquirente di questo ebook lavora già in una web agency così ben strutturata probabilmente avrà già tali conoscenze professionali da non aver bisogno di questo ebook; per come sono esposte queste informazioni personalmente non ritengo siano di interesse pratico per l’utente medio interessato al web design.

Si passa dallo spiegare l’inutile ABC del web per veri principianti, fino a saltare a piè pari in un meandro di attività (spiegate seppur superficialmente) nelle quali sono coinvolte molte persone che l’acquirente di questo ebook non conoscerà probabilmente mai.

Giorno 5: “Creare un minisito e metterlo online”

Torniamo al profano!

Eccoci tornati alla fase dei Web Designer in erba. Utilizzando Dreamweaver MX l’autrice ci guida passo a passo verso la creazione di un minisito illustrandoci, per mezzo di testo e immagini chiarificatrici, i procedimenti degni di un tascabile Mondadori per l’uso di Dreamweaver. Si parte dal cliccare su “Sito > Nuovo sito…..” per creare un collegamento FTP che ci permetta di caricare sul server le pagine che andremo a creare… rigorosamente con le tabelle HTML!

Il primo problema che potrebbe incontrare l’utente principiante che volesse seguire gli esempi è che sul suo Dreamweaver (acquistato o scaricato in trial) non troverebbe gli stessi pulsanti e comandi. Chi userebbe ancora un software uscito nel 2003? Come minimo userebbe un CS3 o CS4 con configurazioni diverse da quelle di MX. Il secondo problema è che un appassionato neo webmaster che ha intrapreso da poco lo studio dell’HTML avrebbe sicuramente appreso che lo standard oramai è l’XHTML e l’uso dei DIV al posto delle tabelle. Chi usa software vecchio probabilmente insegna anche metodi vecchi.

L’ebook continua in una sorta di tutorial nel quale spiega superficialmente alcuni dei tag fondamentali dell’HTML come il grassetto, il corsivo, il body, l’head, ecc. Nota non da poco è che viene indicato come elemento anche il tag “blink”, notoriamente interpretato solo da Internet Explorer di Microsoft e deprecato dal W3C.

Senza nessun accenno al Doctype e ai meta tag si procede avanti nella costruzione del minisito con tanto di esempi grafici (di pessima qualità e più idonei ad un web degli anni ’90 che ad un web 2.0), … arrivando a raccomandare l’uso dei form e degli script CGI-bin (!) dimenticandosi ovviamente di spiegare cosa sono e come funzionano.

Un tale sito “professionale” non può mancare di accurati controlli per le correzioni e l’andamento dell’utenza:

  • alpha testing
  • test di utilizzo
  • user acceptance
  • check up contenuti
  • beta testing

sono i test minimi che secondo Carmela Bifolco devono essere messi in atto prima della messa online del nostro “meraviglioso” sito.

E il SEO poteva mancare? Certo che no! Un elenco dei principali motori di ricerca con i suggerimenti (estremamente superficiali) di impostare il titolo della pagina, le keyword, e l’enfatizzazione del testo. Riduttivo, certamente, ma comprendiamo che non sia l’argomento dell’ebook.

Giorno 6: “Usabilità”

Siamo arrivati a pagina 159 e ci troviamo davanti 8 pagine con qualche indicazione su cosa evitare di mettere sul sito (es: musiche di sottofondo ed eccessive animazioni) e qualche definizione sull’usabilità. In chiusura di capitolo un’ironica frase

“COMPLIMENTI SE SIETE ARRIVATI FIN QUI AVETE LE CONOSCENZE GIUSTE PER INIZIARE A CREARE IL VOSTRO SITO!”

Giorno 7: “Stage virtuale e casi di studio”

Questo è il capitolo più “curioso”. Viene posta l’analisi di un’azienda di comunicazione pubblicitaria chiamata “Relapso Communication” operante dal 2001 nel campo della comunicazione, web-grafica e pubblicità. Pagine intere incensano le attività e le capacità di questa azienda in una crescente celebrazione dei suoi operatori e delle sue conoscenze tecniche.

A prima vista sembrerebbe un caso di studio ipotetico su un’azienda di fantasia.

Ma esiste davvero la “Relapso Communication”?

A quanto sembra esiste davvero. Da una ricerca in Google la Relapso Comunication risulta essere intestata a Carmela Bifolco. Abbiamo trovato un unico link che porta ad un PDF della regione Campania (potete trovarlo anche voi) il quale ci fa pensare che le ultime 40 pagine siano di mera auto-promozione. Ciò che ci appare strano è che un’agenzia di pubblicità che pretende di insegnare in Web design non abbia un proprio sito. Che sia la storia del calzolaio con le scarpe rotte?

Conclusioni della recensione “Web Design 2.0”

  • Pagine: 217
  • Caratteri: circa 155.125
  • anno di uscita: 2008

Credo che questo ebook non sia utile a nessuno. O comunque non è utile a chi vuole imparare il Web Design. Gli enormi contenuti relativi alla carta stampata fanno perdere di credibilità l’autrice per non parlare della miriade di errori di battitura presenti lungo tutto il testo. Chi si occupa di comunicazione e quindi di immagini e testo credo non si possa permettere di essere così superficiale nella redazione di un ebook che pretende di insegnare come comunicare.

La superficialità regna sovrana in ogni riga e in ogni concetto. Le indicazioni fornite sono più che altro un’infarinatura sommaria ed estremamente basilare di come si costruisce un sito web. Le immagini d’esempio presenti nell’ebook, oltre ad essere graficamente discutibili, spesso sono in totale contrasto con quanto scritto dall’autrice.

Ci sono testi in commercio decisamente migliori tra cui i libri Don’t make me think e “Progettare siti web standard“. Ci sono anche una miriade di siti sul Web design veramente meritevoli. Citandone solo un paio troviamo Italian web design e Julius Design, due veri fuoriclasse del web. Non da meno sono le guide e tutorial di YourInspirationWeb.com del quale ho recensito un imperdibile ebook gratis su come creare un sito dalla A alla Z.

Se avete letto l’ebook di Carmela Bifolco e avete opinioni in merito i commenti sono aperti.

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